venerdì 5 ottobre 2018

giovedì 4 ottobre 2018

Adolescemenza

"L’adolescenza dei figli è quel momento nella vita di un genitore in cui bisogna tenere stretto il ricordo dei bambini che sono stati – sorrisi sdentati e mani paffute – o essere visionari a sufficienza per scorgere la persona che diventeranno quando tutta quella nebbia sarà dissipata. Una tempesta che si attraversa in solitudine, ché nessuno racconta volentieri dell’angoscia che assale nel vedere la bambina sorridente ed estroversa precipitare in uno spleen adolescenziale fatto di silenzi e porte chiuse, o del senso di sconfitta che prende lo stomaco quando si scopre che il ragazzino giudizioso adesso spaccia sigarette elettroniche nascondendole nello zainetto di SuperMario." cit da Genitori Crescono, il sito che leggo ancora anche se ormai, con un figlio di 14 anni e mezzo e una di 16 anni, a volte non mi sento neppure piu tanto mamma....


lunedì 25 giugno 2018

droni

ieri sera c'era silenzio. dal mio letto, d'in su i veroni della torre antica in cui vivo e dormo, per tutti questi 20 anni ho goduto dell'immensa gioia di vedere i fuochi di san Giovanni distesa sul materasso che accoglie le mie stanchezze quotidiane, al massimo mi spingo in terrazzo e con un solo sguardo abbraccio l'orizzonte e le mille esplosioni di colore e luce che fanno di questa festa una festa della città tutta si dispiegano davanti a me nella notte estiva, da Avigliana alla collina, da Pino a Moncalieri al castello di Rivoli.
ieri niente. 
ora io non capisco nulla di amministrazione cittadina ma tutti sti soldi e nemmeno un botto.... ecco a me sono mancati. 

giovedì 31 maggio 2018

non ci posso credere!

un anno.....è passato piu di un anno......

giovedì 17 maggio 2018

falangi

si è schiacciato due falangi nella macchina di formatura. si è portato via l'unghia dell'indice: strappata e pendente giace a pancia in su come un pesce morto a galla. bianca. 
il medio è capitozzato. una barretta bianca appoggiata un po' storta in mezzo alla ferita. ha la forma delle forchettine dei datteri, quelle di plastica color avorio, che stanno in mezzo ai frutti appiccicosi, per non sporcarsi le dita quando li si mangia. 
c'è poco sangue. lui sente male, muove le gambe in  fretta è pallido. dobbiamo soccorrerlo, aiutarlo, fargli credere che non è grave. qualcuno dice di non chiamare l'ambulanza, di rimandarla indietro. qualcun'altro dice che ha dovuto togliere i resti dalla macchina per farla ripartire. intanto cerchiamo il ghiaccio e ci sforziamo di farlo star sveglio. perchè? non so, ma il coordinatore dell'emergenza dice che deve stare sveglio. l'ambulanza arriva dopo piu di mezzora: dopo che l'abbiamo fatta ritornare indietro non ci ha presi molto sul serio. 
io piango. la colpa me la sento sulle spalle come una massa appiccicosa. non ho fatto altro che dire di chiudere quelle macchine maledette. che avrebbe portato solo vantaggi:  gli organi in moto segregati,  il rumore ridotto,  olio e acqua contenuti, la pulizia del suolo, la pulizia del pezzo .... niente. non sono mai stata presa sul serio. 
forse non è la colpa -questa cosa che sento- ma  l'imminenza del giudizio. perchè non ho mai piu scritto niente. dopo il 1997 quando avevo inondato la scrivania di mio papà di lettere in cui gli dicevo cosa bisognava fare per essere a norma di legge della sicurezza e lui mi accusò che stavo lavorando per la concorrenza perchè tutto quello scritto era un'autodenuncia, e mi minacciò che mi avrebbe mandata via se non avessi smesso, ho smesso. ho il lavoro ma non è solo. 


lunedì 15 maggio 2017

lunedì 13 marzo 2017

impronte di Dio



senza parole un giorno di cupa primavera una promessa di sole tra la foschia. e la neve



che a stento nasconde la vita che rinasce tra l'erba seccata dall'inverno e lasciata intatta dal tempo. 
 i precipizi aspri e le mani scheletriche degli alberi appena prima di sbocciare in germogli di un commovente verde bambino
l'imperioso sempreverde che spicca con la sua nota di colore altisonante nell'impavido grigio e marrone delle rocce di fine marzo.  e il panoramiche leva il fiato, nello scorrere lo sguardo oltre il passo più in là dove si può cadere, dove può far male. 



gli inaspettati colori come risate argentine nel silenzio della sera... la sera.... che finalmente arriva con riposo, col caldo che ancora si desidera, le parole sommesse, la quiete.