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mercoledì 18 settembre 2019

valori

le donne non hanno la responsabilità di educare gli uomini che hanno sposato. hanno la responsabilità di educare i propri figli, così  gli uomini, ma le donne non devono educare i propri uomini, mariti o compagni, che  arrivano a loro già educati. dalle loro mamme, dai loro papà...dal loro passato. il background culturale e etico e di valori e concetti come la dignità la lealtà la sincerità e il loro prezzo ...quelle cose ce l'hanno già dentro, dalla prima infanzia, dalla vita in famiglia dall'esempio di chi era con loro quando sono nati e hanno preso coscienza del mondo, delle relazioni tra le persone...non possono cambiarle, le donne. non devono. non devono volerlo. è una partita persa. e sperare -invano- di cambiare queste radici dell'essere, è fonte di indicibili sofferenze. è il sogno del principe azzurro. 
parlo delle donne che vogliono cambiare gli uomini perchè non ho mai sentito di un uomo che dica che vuole cambiare la sua compagna, ma credo che valga anche il discorso inverso....
nelle cose di etica non ci sono più insegnamenti, se non si sono respirate da bambino. se con l'esempio, nella vita quotidiana, i vostri genitori e la vostra famiglia puntava solo sul risultato, metteva le etichette griffate sui maglioni cinesi, giudicava i vostri amici e le persone che incontrava dicendo questo è un bel ragazzo! questa è una persona ricca! o quellonon vale nulla perché non possiede due auto.... (e non: quello sembra un bravo ragazzo, quella è una persona di fiducia, quello non vale nulla perché non si prende nessuna responsabilità)...se non portava mai a casa un problema di cui discutere, come se non ne avesse....quello che avete imparato nella vostra infanzia è che per essere OK bisogna essere ricchi, belli e non avere problemi.non essere coscienziosi, leali, responsabili, lavoratori, generosi, altruisti.....no. e qualunque cosa va bene pur raggiungere questi risultati.
ebbene. se quando andate a casa del vostro fidanzato o della vostra fidanzata e la prima cosa che dicono di voi è che siete bello/a e chiedono cosa fa vostro padre e si vantano delle cose che fanno loro, pensate a che valori questa persona potrà insegnare ai vostri figli. perché quelli sono i valori con cui ve lo/la portate a casa, valori di apparenza, superficialità opportunismo e menzogna. che voi non potrete cambiare, mai. perchè non è vostra responsabilità. e non siete la loro mamma. 

giovedì 4 ottobre 2018

Adolescemenza

"L’adolescenza dei figli è quel momento nella vita di un genitore in cui bisogna tenere stretto il ricordo dei bambini che sono stati – sorrisi sdentati e mani paffute – o essere visionari a sufficienza per scorgere la persona che diventeranno quando tutta quella nebbia sarà dissipata. Una tempesta che si attraversa in solitudine, ché nessuno racconta volentieri dell’angoscia che assale nel vedere la bambina sorridente ed estroversa precipitare in uno spleen adolescenziale fatto di silenzi e porte chiuse, o del senso di sconfitta che prende lo stomaco quando si scopre che il ragazzino giudizioso adesso spaccia sigarette elettroniche nascondendole nello zainetto di SuperMario." cit da Genitori Crescono, il sito che leggo ancora anche se ormai, con un figlio di 14 anni e mezzo e una di 16 anni, a volte non mi sento neppure piu tanto mamma....


giovedì 1 dicembre 2016

Photo of the day|

Oh si,

ECCOLA IN ORIGINALE!


<-- font="" nbsp="">questa mia foto della Riddarholmkyrkan di Stoccolma, scattata in controluce nel 2010,  ha VINTO il titolo di  Photo of the day del 25 ottobre 2016 nel Metro Photo Challenge 2016, una manifestazione a tema Viaggio che il quotidiano gratuito Metronews, organizza in concomitanza con altri paesi in Europa e nel mondo!! Oh Yes!!!!
GRAZIEEEEE di vero cuore il quotidiano Metronews che leggo con piacere quasi tutti i giorni. 


http://www.metronews.it


Ecco il link della sere “Photo of the day” dei vari giorni.
https://www.metrophotochallenge.com/daily-winners

venerdì 1 gennaio 2016

piu













"Capisci che una persona non ti ama più quando non ti chiede come stai. Quando non ti saluta vedendoti, o andando via. Quando ritarda, quando ti dimentica, quando non ha più tempo. Capisci che è finita quando lo spazio che aveva delineato per te va restringendosi, capisci che non va quando dimentica che la pioggia ti rende triste, quando lo dimentica e non corre da te per stringerti, per farti sentire meno sola. 
Capisci che non ti ama più quando non cura le tue ferite, quando lascia a casa l’antidoto, quando ride con gli altri e non con te. 
I dettagli, sono i dettagli a fregarci. L’amore è un dettaglio.
Non è una questione di pienezza, di totalità, è invece una questione di gesti, di sguardi. Se mancano, manca l’amore.

[Una stagione all’Inferno da www.blog.pianetadonna.com]

giovedì 26 novembre 2015

25.11.15

violenza non è solo botte lividi sangue nascosto nei fazzoletti. violenza è lacrime. 
lacrime versate per umiliazione. lacrime versate per indifferenza. lacrime versate per disprezzo. lacrime versate per solitudine. lacrime versate per il peso di decisioni da prendere da soli. lacrime versate per lo stillicidio del dubbio. lacrime di vergogna, anche, e di sentire sbagliata questa vergogna. lacrime di insonnia per l'accapigliarsi delle cose da fare e non aver nessuno a cui chiedere aiuto. lacrime per difendere l'autonomia di una scelta, lacrime per fortificare l'autostima di un figlio, lacrime nella ricerca di un apprezzamento che non verrà mai. lacrime nel sentire che quel che si desidera non è giusto, ma non è sbagliato, lacrime nella preghiera lacrime nella veglia e nella preoccupazione solitaria. lacrime nel sentirsi dire che altre prendono il tuo posto, lacrime nel capire di essere vecchia ormai. lacrime dietro al monitor del computer, dentro i calcoli o le lettere di un lavoro, lacrime nel cercare dentro di se' la motivazione, la spinta dell'etica, della morale di qualcosa di diverso dall'affetto. lacrime nel fare la strada da sola, sapendo che nessuno si sta preoccupando di dove sei. lacrime per sapere che tuo figlio sta giocando da solo. lacrime per il sospetto nei confronti degli amici,lacrime per la mancanza degli affetti famigliari, lacrime per l'incomprensione, lacrime per l'odio volutamente mal celato per la presa in giro quotidiana. lacrime per la sfida invece della confidenza. lacrime per la bugia del lavoro. lacrime per i piatti preparati e lasciati....nemmeno buttati. lacrime per l'esclusione. lacrime per chi conosce meglio di te. lacrime per il lato oscuro che prende il sopravvento. lacrime per il sospetto che la scelta sia sbagliata. lacrime per il sospetto. lacrime per la scelta. lacrime per lo sbaglio. per l'illusione che possa ancora cambiare tutto. lacrime per il ricordo di ciò che era e per la codardia di ciò che è. e ancora lacrime per il barlume di amore che ancora c'è. per il pensiero che uno basterà per due. lacrime per la sfumatura del padre nel figlio. lacrime e orrore. e tante tante tante preghiere. 

martedì 21 luglio 2015

stabilità dell'amore



6 Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l`amore,
tenace come gli inferi è la passione
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!
7 Le grandi acque non possono spegnere l'amore 
ne' i fiumi travolgerlo,
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore,
non ne avrebbe che dispregio.

venerdì 31 ottobre 2014


la cosa migliore che puoi fare è amare e lasciarti amare.

lunedì 21 luglio 2014

cosa?

per che permettiamo a qualcuno di farci tanto male?

perché mi lascio dire che non lo vedo? quando lo vedo. lo vedo come fa per allontanarmi. allontanare me non loro. perché? perché non si fida più di me, non si è mai fidato. non si fida. mi accusa di aver rubato, mi dice che non lo guardo cioè che lo guardo ma non lo vedo. e io? io cosa rispondo? nulla. perché non rispondo nulla? perché so che ha ragione? non ha ragione. no! io lo vedo molto bene. lo vedo come si chiude nei suoi libri esoterici, nelle sue pubblicazioni sul sito, non mi parla non mi mette a parte delle sue cose. l’unica cosa che fa è lamentarsi sterilmente. mi dice le cose a spizzichi e pretende che io sappia tutto, mi dice che vogliono dargli la delega per la sicurezza a poi vengo a sapere che si è dimesso e che forse lo denunceranno????? ma perché? cosa vuole? cosa vuole da me? cosa vuole? cos’ha contro di me? cosa faccio di male? è perché vado a zumba? non gli piace quello? la palestra? o cosa? prima era il teatro, ora questo? o cosa? non ci crede? o cosa? cosa?  perché non mi ama? perché?

martedì 8 aprile 2014

the best


la cosa migliore che puoi fare è amare e lasciarti amare.

giovedì 9 ottobre 2008

pau

...allora 
c'era una volta un ragazzo che è stato il mio primo ragazzo. e' stato il primo ragazzo di cui io mi sia innamorata veramente. cioè che mi sono innamorata di LUI. non dell'idea che avevo di lui, o dell'idea che avevo di avere un ragazzo. tutto quel che altri facevano come lui non mi faceva un baffo. quando la stessa cosa la faceva lui mi saltava il cuore fuori dal petto. e magari era solo uno starnuto.  

era un ragazzino come me, non era niente di eccezionale a detta di altre ragazzine che erano con me nello stesso posto nello stesso periodo e che si scambiava i commenti e tutte le cose sciocche che fanno le ragazzine quando fanno le oche.  
era uno normale, parlava forte rideva forte correva forte amava i cavalli giocava (male) a basket. faceva un sacco di scherzi cretini. nascondeva gli asciugamani, quelli stesi sulla spiaggia, che ti ci stendi sopra quando esci dal mare, e ti scotti come un gambero da una parte e ti raschi via la pelle con la sabbia che c'è rimasta sopra dall'altra. quelli, li nascondeva sotto, sotto la sabbia. io non mi stendevo mai sull'asciugamano. mi stendevo sulla sabbia. solo alla fine della giornata andavo a farmi la doccia fredda, che dopo una giornata al sole era così fredda che sarei morta di infarto, se non ci fossero stati gli altri a guardarmi. 
ma se ci fosse stato solo lui gli avrei detto che era fredda.
perchè mi faceva venire voglia di essere vera. forse è così che si è quando si è innamorati, si ha voglia di essere se stessi, di farsi conoscere davvero, di essere migliori. 

ecco, lui mi chiamava Pau.