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sabato 13 febbraio 2021

guerra civile

quando diventano genitori, le coppie attraversano una trasformazione. la loro interazione subisce una profonda manipolazione da agenti esterni, che loro stessi hanno creato. 
la mamma sente profondamente una pressione verso l'accudimento. la responsabilità di compiere le scelte giuste per chi ha messo al mondo  la assorbe completamente. le piu autonome ragazze, quelle piu moderne, abituate a non chiedere mai l'aiuto di nessuno, a fare da sole fin da bambine, a dimostrare a tutti di riuscire sempre a cavarsela egregiamente e che portano il motto  "chi fa da se fa per tre" o "meglio solo che mal accompagnato"  stampato sul petto e sul viso, sono le piu in pericolo. quelle che piu facilmente cadono nella depressione perchè all'improvviso devono affrontare qualcosa che esula dal loro controllo, la pressione del non sapere di cosa il piccolo nato ha bisogno, del non saper calmare il suo pianto, del non avere piu in mano la propria vita ... temono, a volte, di non farcela, ma non sanno piu chiedere, e lanciano segnali deboli mascherano l'insicurezza con i dogmi e le certezze dei blog e si affidano alla provvidenza anche se non lo sanno.
il papà però sparisce: non esiste più in questa relazione in cui la mamma per farcela si affida a cose che non sono lui, e vedendo che per il  bimbo è facile avere tutte le attenzioni , anche quelle che lui non ha mai voluto, comincia a comportarsi lui stesso da bambino. e ingaggia una gara a chi è piu infantile con il piccolo, e fa cose assurde pur di essere visto. si sottrae alla gestione adulta della famiglia, non prende decisioni, fa i capricci... attira l'attenzione come puo, come ha imparato a fare.
la mamma ha ora due bambini, uno quello che ha voluto, che ha cresciuto dentro di se', che ha messo al mondo, e l'altro, quello con cui pensava di condividere quest'avventura. 

mercoledì 18 settembre 2019

valori

le donne non hanno la responsabilità di educare gli uomini che hanno sposato. hanno la responsabilità di educare i propri figli, così  gli uomini, ma le donne non devono educare i propri uomini, mariti o compagni, che  arrivano a loro già educati. dalle loro mamme, dai loro papà...dal loro passato. il background culturale e etico e di valori e concetti come la dignità la lealtà la sincerità e il loro prezzo ...quelle cose ce l'hanno già dentro, dalla prima infanzia, dalla vita in famiglia dall'esempio di chi era con loro quando sono nati e hanno preso coscienza del mondo, delle relazioni tra le persone...non possono cambiarle, le donne. non devono. non devono volerlo. è una partita persa. e sperare -invano- di cambiare queste radici dell'essere, è fonte di indicibili sofferenze. è il sogno del principe azzurro. 
parlo delle donne che vogliono cambiare gli uomini perchè non ho mai sentito di un uomo che dica che vuole cambiare la sua compagna, ma credo che valga anche il discorso inverso....
nelle cose di etica non ci sono più insegnamenti, se non si sono respirate da bambino. se con l'esempio, nella vita quotidiana, i vostri genitori e la vostra famiglia puntava solo sul risultato, metteva le etichette griffate sui maglioni cinesi, giudicava i vostri amici e le persone che incontrava dicendo questo è un bel ragazzo! questa è una persona ricca! o quellonon vale nulla perché non possiede due auto.... (e non: quello sembra un bravo ragazzo, quella è una persona di fiducia, quello non vale nulla perché non si prende nessuna responsabilità)...se non portava mai a casa un problema di cui discutere, come se non ne avesse....quello che avete imparato nella vostra infanzia è che per essere OK bisogna essere ricchi, belli e non avere problemi.non essere coscienziosi, leali, responsabili, lavoratori, generosi, altruisti.....no. e qualunque cosa va bene pur raggiungere questi risultati.
ebbene. se quando andate a casa del vostro fidanzato o della vostra fidanzata e la prima cosa che dicono di voi è che siete bello/a e chiedono cosa fa vostro padre e si vantano delle cose che fanno loro, pensate a che valori questa persona potrà insegnare ai vostri figli. perché quelli sono i valori con cui ve lo/la portate a casa, valori di apparenza, superficialità opportunismo e menzogna. che voi non potrete cambiare, mai. perchè non è vostra responsabilità. e non siete la loro mamma. 

giovedì 1 dicembre 2016

orfani

in questi giorni mi trovo a parlare con altri genitori o nonni affrontando il tema dei ragazzi e del loro stile di vita, di come sono cambiate le famiglie....di come è cambiata la scuola e la società. qualcuno dice che certe cose ci sono sempre state, per esempio che anche quando eravamo piccoli noi c'era chi andava in giro con i pantaloni strappati. o con le maglie con l'orlo sfatto, o con i capelli blu o fucsia. 
è vero, c'erano. andavano in giro per la città in gruppi, minimo due o tre, con scarpe che sembravano stivali militari, cattivi, conte borchie lucenti e le catene che tintinnavano a ogni passo. avevano pantaloni aderenti e neri  strappati come se fossero fuggiti da una lotta, e per un pelo si fossero salvati. avevano spesso due o tre maglie una sopra l'altra, a volte oversize, spesso con gli orli sfatti, avevo capelli mal messi, raccolti in modo arruffato, le ragazze, con fasce di recupero, elastici da cancelleria, nerissimi. a volte blu. avevano facce bianche, occhiaie marcate occhi pesantemente  truccati di nero, anche i ragazzi. ma loro lo facevano per un motivo loro erano il simbolo di una lotta, erano i sopravvissuti, erano quelli che lottavano per la loro libertà di esprimersi o per la libertà di esprimersi di qualcun altro. il loro pallore era il simbolo della prigionia i loro vestiti sdruciti il loro sembrare sempre sul punto di collassare per terra, tanto erano magri, emaciati sdruciti e forati da piercing vari, era l'emblema della loro guerra spesso interiore. io non mi sono mai sentita punk o dark, mi sono sempre sentita in imbarazzo nel mostrare le mie guerre al mondo, ma li capivo, capivo la loro lotta la loro guerra anche per me e a volte li invidiavo per il coraggio con cui sbandieravano al mondo degli anni '80 il loro combattere. 
adesso non è più così, i giovani-e i meno giovani, con conseguenze immaginabili- questi simboli sono significanti vuoti, come le conchiglie morte sulla spiaggia.
alcuni dicono che è più giusto così, che i genitori di una volta erano troppo padroni, incutevano un timore così reverenziale che spesso i figli non osavano fare le cose più banali alla luce del sole, e le facevano di nascosto, non osavano esprimere i loro sentimenti e bisogna e si è dato origine a una generazione di depressi, costretti a fare il lavoro del padre per il non coraggio di esprimere la propria inclinazione, costretti a sposarsi con donne o uomini che non amavano, ammettendo e accettando un tradimento continuo se non con il corpo di certo con il cuore, lontano distante con altri, o con nessuno, ma certo con il sposo o la sposa imposti. 
così ora i genitori sono allo stesso livello dei figli. gli adulti sono allo stesso livello dei bambini. e i bambini sono all o stesso livello degli adulti. i ragazzi in aula si sentono in diritto di dare del tu agli insegnanti, di parlare loro come tra amici, infrangendo con un monosillabo l'autorità della maestra, del professore. si sentono autorizzati a cantare, a parlare in aula come fossero a casa, infischiandosene se l'insegnante spiega, senza cercare di nasconderlo, senza percepirlo come un errore, ridendo se l'insegnante interroga e li trova impreparati. perchè? non è per la scuola, credo, forse sono le famiglie... queste famiglie ormai deresponsabilizzate, prive del piacere di prendere delle decisioni, di sbagliare anche, ma tutto con le proprie forze. 
ormai lo sappiamo i giovani non lasciano le famiglie di origine prima dei 30 anni. se si sono laureati, prima di riuscire a pagare la casa in cui vivere con i soldi guadagnati con il proprio lavoro, dovranno aspettare in media dai 5 ai 7 anni (parlo delle rate di un mutuo eh....). e nel frattempo? hanno comunque voglia di crearsi una famiglia propria, di lasciare il nido paterno. perciò si trovano giovani sposi sotto l'egida di mamma e papà ancora per molto tempo, dipendenti da loro, dal loro denaro, e quindi moralmente e effettivamente non autonomi. fanno dei figli, affidandoli ai propri genitori perchè oramai il nido non lo paghi, se non si lavora in due....e poi lasciare il lavoro è una decisione troppo difficile da prendere, e non allenati a prenderle non la prendono neppure in considerazione. e così ecco i figli, al cospetto dei loro nonni, di fronte ai quali i loro stessi genitori hanno il medesimo  atteggiamento di dipendenza morale. il ruolo dei figli e quello dei genitori si sta livellando, come possono i figli capire che devono rispettare gli adulti ? come possono capire che se in aula per qualche arcano motivo che io non capisco e non condivido hanno il cellulare in tasca non possono usarlo per farsi le foto durante le lezioni o per vedere i film degli youtubers, ma devono tenerlo spento e nascosto? e non è neppure che anche i professori devono farlo, non lo è, perchè i professori sono gli adulti e loro sono SOLO dei ragazzini. gli adulti dovrebbero OVVIAMENTE avere la decenza di non comportarsi in modo maleducato e di tenere ben presente il loro ruolo di educatore, ma i ragazzi devono sapere che gli adulti possono avere il cellulare ma loro NO!
perche poi in fondo è solo questione di essere o non essere educati....e l'educazione, la BUONA educazione non è altro che rispetto per la persona e per il suo ruolo. 
certo gli adulti di oggi sono più bambini dei ragazzi. conosco persone che fanno decidere ai figli cosa mangiare la sera o se andare al ristorante o no, o l'ora in cui coricarsi....a volte arrivano al mattino stravolti perchè il figlio voleva vedere un film e a mezzanotte hanno "dovuto" accendere il dvd di qualche cartone animato......
è giusto che un bambino di 3 anni abbia la responsabilità di queste decisioni? certo a noi sembrano piccole cose, ma per loro non sono pesi enormi? secondo me si. decidere se tutta la famiglia esce o no....decidere se tutta la famiglia va o no alla manifestazione.... alla prima lo fa sentire libero, forte, ma poi? non lo fa sentire solo? non lo fa sentire fragile, non protetto, orfano? 
e i genitori? certo la responsabilità di educare un figlio è enorme e il suo peso si sente sempre ogni ora del giorno e della notte, ma è giusto scaricarla sulle spalle di un bambino? secondo me no. 
secondo me i genitori devono prendere su di se il peso di questa responsabilità, guardarla bene negli occhi, vederne la bellezza profonda e terribile, e poi farsene carico, trasportandola pian piano giorno dopo giorno e vivendo accanto ai propri figli non come amico ma come MAMMA, come PAPA'. che sono GIUSTAMENTE  ben diversi ruoli, ben definiti e lontani. i genitori sono il paracarro contro cui il figlio picchia, sbandando nelle prima curve a gomito della vita, paracarro che salva loro la vita. i genitori non possono essere gli amici che sono seduti accanto a loro. perchè il loro compito è stare fuori a contenerli, a smorzare le loro esplosioni. e non è un compito bellissimo questo? perchè delegarlo ad altri, perchè rinunciare, per la voglia di sentirsi ancora liberi. non è più bello prendere una decisione e sbagliare che non decidere affatto e vivere come Miguel* una vita che non si scrive? 

*"il libro della vita" un film che consiglio con tutto il cuore

mercoledì 13 maggio 2015

bullo

ho letto pochi giorni fa un blog di una mamma in cui scriveva che quando una donna è incinta smette di sognare la propria vita e inizia sognare la vita di un altro. è vero. io amo i miei figli e li ho amati da quando sono stati una cellula dentro di me. io li vedevo già grandi innamorati e liberi fieri e sereni. bellissimi! ora che sono grandi non riesco a capire come possano essere così tanto belli e fieri non riesco a immaginare me in tutto questo splendore. 
eppure oggi mi hanno detto che mio figlio è un bulletto di quartiere. e io mi sento male.
non voglio che lui sia così, che cerchi il facile guadagno del sopruso che abbia bisogno dell'umiliazione degli altri per sentirsi qualcuno, per pensare di valere qualcosa. lo vedo il suo smarrimento, la sua incertezza e cerco di fare da tutore per la piantina ancora acerba che è lui, ma evidentemente non ci riesco. non ci sono abbastanza con lui? o ci sono troppo (....meno di così dovrei sparire...) eppure chi l'ha detto lo ha visto, lo ha paragonato ai black block...

eppure io ancora una volta mi sento di dissentire da questa etichetta. ma sono la solita mamma innamorata? io vedo solo un bimbo fragile. il MIO bimbo fragile. e non mi capacito che questo bimbo vessi gli altri, che sia un teppista in erba, non riesco a vederlo....o ho paura di vederlo! vederlo far del male agli altri? eppure mi han detto che lo fa.... vederlo umiliare gli altri? lui che è sempre sempre umiliato da maestra compagni e anche famigliari....perchè?
mi han detto che non ha iniziative....eppure fa due sport e suona(va) e va a catechismo oltre che andare a scuola
mi han detto tante cose brutte....e io ho paura che la strada lui l'abbia già imboccata, quella strada in discesa, larga, che fa tanta gola a tutti.....
ma non credo che sia vero, io non lo credo....

martedì 24 settembre 2013

L'esubero di pasta acida :-P

Ho fatto il lievito madre, o pasta a cid a, ma per ogni rinfresco devo buttar via un sacco di pasta….che fare? mi spiace fare questo spreco, proprio io che sono alla continua ricerca di ricicli gustosi per cibi …ehm … dimenticati????? ecco cosa ho trovato e cosa voglio provare al più presto:

Ingr.: (per 3 panini)
gr. 300 di farina manitoba
ml. 150 di acqua
gr. 100 di esubero pasta madre tolta dal frigo senza rinfrescare (o 10 gr. ldb fresco)
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero semolato (o miele)
farina di semola per spolverare le pagnottelle

Preparazione:

Sciogliete un pò con le mani la pasta madre nell'acqua. In una ciotola mettete la farina e al centro lo zucchero e l'acqua con la pasta madre sciolta . Iniziate ad impastare incorporando farina, unite il sale, fate assorbire tutta l'acqua e trasferite sul piano. Lavrate finchè non otterrete un panetto liscio e compatto. Ponete in una ciotola unta di olio e coperta da un panno (o pellicola) e fate livitare per 3 ore in un luogo tiepido (io nel forno spento). Trascorso il tempo dividete l'impasto in 3 parti e stendeteli con un mattarello. Adagiate i panini sulla lastra forno foderata di carta forno, cospargeteli con la semola, coprite con un panno (o pellicola) e ponete in luogo tiepido a lievitare per altre 2 ore (io forno spento). Infornate in forno statico caldo alla max potenza (240°) per 10 minuti, non devono dorarsi ma restare piuttosto chiari. Fate freddare su una gratella e farciteli come volete


Read more: http://www.myricettarium.com/2013/12/pane-arabo-con-esubero-lievito-madre.html#ixzz2qgAdK1Jv

sabato 5 gennaio 2013

mammeVIP+impronte


leggo e sento di mamme che temono di rovinare per sempre i loro figli con qualche loro atteggiamento o azione.....leggo di mamme che se il figlio a 6 mesi non perde il dentino si sentono svilite, castrate. e che vogliono essere le migliori, che vogliono essere perfette, dare il meglio possibile sulla terra......sento di mamme che sono loro non i bimbi i protagonisti della storia, sento di mamme che non hanno ancora fatto la "rivoluzione copernicana": ancora non si sono messe in secondo piano, che sono ancora primedonne. ma con i bimbi è inutile, sono bimbi. sono piccoli imperfetti e passibili di errore.....TANTO QUANTO LE MAMME....perchè tutti, bimbi e mamme sono esseri umani! tutti dobbiamo crescere, tanto loro, quanto noi. loro imparano da noi ad essere figli, noi impariamo da loro ad essere genitori. bisogna avere una buona (enorme) dose di umiltà. è che si fa fatica. poi provare a pensare che noi mamme possiamo solo aiutarli, i nostri figli, e NON plasmarli, e che li dobbiamo conoscere per come sono, non per come vorremmo che fossero. dobbiamo a metterci in secondo piano ad osservarli, senza volerli modificare. non sentirci delle merdine se non sappiamo creare figli ad hoc per i nostri bisogni, per i nostri impegni, per le nostre facciate da mantenere.

poi c'è un discorso strano che non capisco, legato a questo: il  "la mia mamma era così, perciò io sono così". punto.  consequenzialmente inamovibile. ecco... io ho un monte di dubbi su questo rapporto di causa effetto intoccabile, ed è la mia dignità di essere ancora vivo che me lo instilla: la persona-figlio ha un ruolo o conta solo l'imprinting dei genitori? perchè io mi sono sempre detta (durante le mie elucubrazioni di aliena attorno ai 14 anni) che si, mia mamma aveva agito in un modo che magari non mi sembrava congruo alla situazione, ma che poi io avevo elaborato questa azione in modo negativo e che certamente lei aveva agito nei miei confronti (in modo per me negativo) pensando di fare "il mio bene".... che è vero che ciascuno di noi ha avuto dei genitori che hanno fatto cose anche non buone con noi, ma noi a nostra volta abbiamo ricevuto le informazioni date e le abbiamo elaborate a modo nostro (magari negativo) per qualcosa di nostro e non di loro....non sto parlando di cose eclatanti eh...ma di piccole cose che hanno segnato le nostre vite... credo di non essere riuscita a esprimere chiaramente il mio pensiero perciò ecco un esempio: io ricordo che la mia mamma stava sempre con mia sorella, lei era (ai suoi occhi) debole e fragile, mentre ai miei era forte e capace perchè con il pianto otteneva tutto quello c he voleva, primo fra tutto l'attenzione e la compagnia di mia mamma, ovviamente. da piccola ho sofferto per questo comportamento di mia mamma ma ovviamente non credo che mia mamma abbia agito così per dare di più a lei e meno a me, mia mamma vedeva che mia sorella era in lacrime e la consolava. questo mi ha fatto male è vero, ma mi ha resa più forte e anche più critica, più autonoma e anche più coraggiosa perchè se mia sorella piangeva e mia mamma le chiedeva vuoi questo vuoi quello, e lei faceva solo sisi con la testa, e io ero "costretta" a esprimere come una richiesta quello che desideravo e questo pare una cavolata, lo vedo, ma non lo è. per contro io sono molto più timida e restia ad esprimere i miei bisogni, magari proprio perchè sono stata sempre abituata che tanto passavano dopo, i miei bisogni, e tendo  a metterli in secondo piano. ora questa elaborazione mi ha permesso di capire che certo è importante quello che io do, ma è altrettanto importante la reazione del ricevente. o no? 

ribaltando la cosa e per tornare ai piccoli, io credo che se un bimbo urla, dipende anche dalla mamma percepire questo urlo come un disagio insormontabile o un piccolo insetto spiacciccato sul parabrezza della sua vita! e non solo, dipende anche dal momento della vita o della giornata della mamma in cui questo urlo si esprime....ho vissuto momenti di puro sclero (con fiumi di pianti e anoressia e insonnia) per delle emerite minchiate (lo so adesso, guardandomi indietro) e ho vissuto momenti di estrema lucidità di fronte a situazioni in cui una uscita di testa ci stava. che a volte poi, avere a che fare con il proprio figlio è già complicato: io ricordo che la mia amica Ela che aveva una figlia di un mese più grande della mia aveva un potere (per me occulto) di far addormentare la mia, mentre io avevo il potere (per lei sciamanico) di far calmare la sua in un baleno, con un canto a labbra chiuse e basta, che io sono pure stonata e lei non si tratteneva certo dal ricordarmelo!!!


ecco, ora non ricordo perchè io abbia scritto tutto questa riflessione, forse l'ho scritta solo per ricordare che i bimbi sono persone. come le mamme. 

sabato 9 giugno 2012

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Ciao
la comunione è andata benissimo: ero euforica ed era euforica e tutta compita la nostra piccola! E' venuta anche nonna Mimmi, che ha lasciato il nonno con la nonnositter e si è concessa un paio di ore di relax e nipotini.
La cerimonia è stata stupenda, e sono riuscita a non commuovermi. Il che è tanto, tantissimo!
Volevo pubblicare il menu che ho fatto, ma ormai è passato un sacco di tempo. Siccome alla piccola piace il lilla abbiamo decorato al casa con fiocchetti bianco e lilla e preso tutti i piatti bicchieri e tovaglioli lilla, così come la tovaglia e le posate. Molte cose erano di legno di bambù e verde mela, che con il lilla sta benissimo. Era freddino, ma non ci siamo arresi. Ho preparato tutto la mattina, poi siamo scesi. Quando siam tornati a casa eravamo tutti tranquilli, chissà chissà....
In tavola c'erano già i pizzicotti di pane, fatti con farina di semola e farina bianca, e cotti al mattino stesso,  il resto aspettava in frigo o in forno.
Abbiamo allestito un menu pranzo, ma allegro e decisamente poco formale:








Pizza rossa in cubetti, strudel salato, spiedini di frittata di pasta cotta al forno, arrosto di lonza al latte, formaggio parmigiano da scagliare e gustare con i pizzicotti di pane, crostini di salsiccia, pinzimonio (che è rimasto pressochè intonso) e per finire meringata con violette candite. Tutto in onore della nostra piccola grande Momina!
PS dei panini e della meringata non ho foto....sorry