ecco...anche adesso che sono grande mi piace e mi da pace il rumore del mare. non sento più tanto l'odore, lo confesso che lo cerco ancora ma non lo trovo più, coperto dallo smog e dalla povere, ma il suo rumore mi culla come una nenia, e nel suo rumore mischiato alle parole di tanta o tantissima o poca gente distesa, io sto bene. mi anniento mi dissolvo. mi sembra di non essere più niente. che pace.
lunedì 10 giugno 2013
niente
è sempre stato così: il mare è affine alla mia anima in perenne movimento, allagata, salata. fin da bambina ricordo che anelavo l'attimo in cui il triangolo azzurro sarebbe apparso scintillante tra i monti delle alpi cozie, galleria dopo galleria (che con i miei fratelli cercavo invano di contare). e dopo ore di auto, nausee e caldo, non mi ci buttavo, no, ma mi rifugiavo tra le dune di sabbia per guardarlo e non fare altro, e individuare nell'infinito distendersi della sua superficie le onde bianche lontane e le secche che rendevano l'acqua grigia. era un rito, lo so, da bambina. era come se dovessi salutarlo, ché dovevo dirglielo che ero arrivata che non mi annegasse, che non mi spaventasse. andavo li e lo guardavo acciambellata.
mercoledì 5 giugno 2013
camelia
giovedì 18 aprile 2013
sabato 5 gennaio 2013
mammeVIP+impronte
leggo e sento di mamme che temono di rovinare per sempre i loro figli con qualche loro atteggiamento o azione.....leggo di mamme che se il figlio a 6 mesi non perde il dentino si sentono svilite, castrate. e che vogliono essere le migliori, che vogliono essere perfette, dare il meglio possibile sulla terra......sento di mamme che sono loro non i bimbi i protagonisti della storia, sento di mamme che non hanno ancora fatto la "rivoluzione copernicana": ancora non si sono messe in secondo piano, che sono ancora primedonne. ma con i bimbi è inutile, sono bimbi. sono piccoli imperfetti e passibili di errore.....TANTO QUANTO LE MAMME....perchè tutti, bimbi e mamme sono esseri umani! tutti dobbiamo crescere, tanto loro, quanto noi. loro imparano da noi ad essere figli, noi impariamo da loro ad essere genitori. bisogna avere una buona (enorme) dose di umiltà. è che si fa fatica. poi provare a pensare che noi mamme possiamo solo aiutarli, i nostri figli, e NON plasmarli, e che li dobbiamo conoscere per come sono, non per come vorremmo che fossero. dobbiamo a metterci in secondo piano ad osservarli, senza volerli modificare. non sentirci delle merdine se non sappiamo creare figli ad hoc per i nostri bisogni, per i nostri impegni, per le nostre facciate da mantenere.
poi c'è un discorso strano che non capisco, legato a questo: il "la mia mamma era così, perciò io sono così". punto. consequenzialmente inamovibile. ecco... io ho un monte di dubbi su questo rapporto di causa effetto intoccabile, ed è la mia dignità di essere ancora vivo che me lo instilla: la persona-figlio ha un ruolo o conta solo l'imprinting dei genitori? perchè io mi sono sempre detta (durante le mie elucubrazioni di aliena attorno ai 14 anni) che si, mia mamma aveva agito in un modo che magari non mi sembrava congruo alla situazione, ma che poi io avevo elaborato questa azione in modo negativo e che certamente lei aveva agito nei miei confronti (in modo per me negativo) pensando di fare "il mio bene".... che è vero che ciascuno di noi ha avuto dei genitori che hanno fatto cose anche non buone con noi, ma noi a nostra volta abbiamo ricevuto le informazioni date e le abbiamo elaborate a modo nostro (magari negativo) per qualcosa di nostro e non di loro....non sto parlando di cose eclatanti eh...ma di piccole cose che hanno segnato le nostre vite... credo di non essere riuscita a esprimere chiaramente il mio pensiero perciò ecco un esempio: io ricordo che la mia mamma stava sempre con mia sorella, lei era (ai suoi occhi) debole e fragile, mentre ai miei era forte e capace perchè con il pianto otteneva tutto quello c he voleva, primo fra tutto l'attenzione e la compagnia di mia mamma, ovviamente. da piccola ho sofferto per questo comportamento di mia mamma ma ovviamente non credo che mia mamma abbia agito così per dare di più a lei e meno a me, mia mamma vedeva che mia sorella era in lacrime e la consolava. questo mi ha fatto male è vero, ma mi ha resa più forte e anche più critica, più autonoma e anche più coraggiosa perchè se mia sorella piangeva e mia mamma le chiedeva vuoi questo vuoi quello, e lei faceva solo sisi con la testa, e io ero "costretta" a esprimere come una richiesta quello che desideravo e questo pare una cavolata, lo vedo, ma non lo è. per contro io sono molto più timida e restia ad esprimere i miei bisogni, magari proprio perchè sono stata sempre abituata che tanto passavano dopo, i miei bisogni, e tendo a metterli in secondo piano. ora questa elaborazione mi ha permesso di capire che certo è importante quello che io do, ma è altrettanto importante la reazione del ricevente. o no?
ribaltando la cosa e per tornare ai piccoli, io credo che se un bimbo urla, dipende anche dalla mamma percepire questo urlo come un disagio insormontabile o un piccolo insetto spiacciccato sul parabrezza della sua vita! e non solo, dipende anche dal momento della vita o della giornata della mamma in cui questo urlo si esprime....ho vissuto momenti di puro sclero (con fiumi di pianti e anoressia e insonnia) per delle emerite minchiate (lo so adesso, guardandomi indietro) e ho vissuto momenti di estrema lucidità di fronte a situazioni in cui una uscita di testa ci stava. che a volte poi, avere a che fare con il proprio figlio è già complicato: io ricordo che la mia amica Ela che aveva una figlia di un mese più grande della mia aveva un potere (per me occulto) di far addormentare la mia, mentre io avevo il potere (per lei sciamanico) di far calmare la sua in un baleno, con un canto a labbra chiuse e basta, che io sono pure stonata e lei non si tratteneva certo dal ricordarmelo!!!
ribaltando la cosa e per tornare ai piccoli, io credo che se un bimbo urla, dipende anche dalla mamma percepire questo urlo come un disagio insormontabile o un piccolo insetto spiacciccato sul parabrezza della sua vita! e non solo, dipende anche dal momento della vita o della giornata della mamma in cui questo urlo si esprime....ho vissuto momenti di puro sclero (con fiumi di pianti e anoressia e insonnia) per delle emerite minchiate (lo so adesso, guardandomi indietro) e ho vissuto momenti di estrema lucidità di fronte a situazioni in cui una uscita di testa ci stava. che a volte poi, avere a che fare con il proprio figlio è già complicato: io ricordo che la mia amica Ela che aveva una figlia di un mese più grande della mia aveva un potere (per me occulto) di far addormentare la mia, mentre io avevo il potere (per lei sciamanico) di far calmare la sua in un baleno, con un canto a labbra chiuse e basta, che io sono pure stonata e lei non si tratteneva certo dal ricordarmelo!!!
ecco, ora non ricordo perchè io abbia scritto tutto questa riflessione, forse l'ho scritta solo per ricordare che i bimbi sono persone. come le mamme.
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venerdì 23 novembre 2012
vento
vento
a me il vento piace! stamane tutto
girava, danzava nell'aria chiusa tra e nostre alte case, tutto allegro mosso
vivo....le foglie strappate dai rami, ei rami stessi le chiome degli alberi le
carte i sacchetti i panni stesi o svolazzanti nell'aria, sospesi....e poi i
capelli le gonne le giacche con i lembi sospesi, le cinture che prendono
vita....e poi il profumo di monti di neve che viene diretto da susa delle vette
splendenti di sole! solo la notte è noioso, con i suoi suoni, che non riesco sempre
a decifrare e mi inquietano.
poi mi piace stare nel vento, che ruba i capelli e arriccia la
pelle delle guance....basta che io sia coperta, perchè mi raffreddo subito....
venerdì 16 novembre 2012
casa mia casa tua
VIVERE IN CASA NOSTRA livello 1
che la mia casa non sia solo mia, ma anche degli altri membri della famiglia, è lapalissiano, no? che la abitano la vivono e spero la amano. e invece no. ché ogni sera o ogni mattina mi trovo a fare i lavori non miei. lavori normali eh, mica cose.... pulire principalmente, poi riordinare le cose più disparate: dalle posate in lavastoviglie alla biancheria da lavare nel cesto o nella macchina, alle sedie attorno al tavolo, alle ciabatte lasciate ovunque, al bidoncino dell'indifferenziato che è inteso come "non ho voglia di differenziare" invece che "non ulteriormente differenziabile" (e io a frugare nella spazzatura.....) ora...sono 15 anni che cerco di passare il testimone agli altri membri dell'organizzazione-famiglia per le incombenze della gestione della "casa come oggetto", della sua manutenzione ordinaria. perché? per avere ripartire equamente le esternalità positive (come sono in effetti: casa pulita cose che si cercano e si trovano, assenza di scarafaggi, stoviglie che si tirano fuori pulite dagli armadietti, lenzuola fresche di bucato, assenza di formiche e scarafaggi, ma anche di macchie sui muri, crepe, prese staccate vetri taglienti avanzi di cose indistinguibili attacccati dietro ai vassoi o alle tovagliette della colazione, DIETRO, biancheria non tutta dello stesso colore bejolino x per bianco/colore mischiato indistintamente in lavatrice.....) ma anche quelle negative che consistono nell'onere di fare questi lavori. ecco..non ci riesco. non ci sono mai riuscita. molti mi dicono che gli altri membri del team famiglia (team?) non sono incentivati a svolgere questi compiti perchè li svolgo io. vedono che non facendo, ci sono io che comunque faccio. allora non fanno. si sentono autorizzati.MA io rifiuto questa linea di pensiero. LA RIFIUTO! IO HO DIGNITA PER DESIDERARE CHE A CASA ANCHE MIA LE COSE SIANO ORDINATE E PULITE. e allora lo faccio. se loro vogliono viver come bruti io devo fare altrettanto? perché? perchè deve valere di più la loro volontà della mia? perchè deve essere più giusto sporcare e non pulire che sporcare e pulire? perchè deve essere giusto lasciare le spazzature mischiate più che differenziare? NO! mi spiace ma non sono io che sbaglio, e di questo sono certa, e -posso dirlo?-vado anche fiera! OH là! quando non ce la farò più li pregherò di accomodarsi altrove, per insufficienza di energia, e la storia finirà li.
e pensare che basterebbe poco. basterebbe che ciascuno facesse quello che deve fare, senza farsi sconti, ma pensando agli altri noi che gli stanno attorno, che siamo mamma, o sorella o marito o fratello o papà, non estranei (e poi anche se fosse...). eppure io credo che l'amore sia accudimento e questo E' accudimento. il menefreghismo NO.
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domenica 7 ottobre 2012
nonno
ecco, dopo la comunione il nonno è morto. è morto e ci ha lasciati con il suo ricordo pesante ingombrante e difficile perchè lui era arcigno ma pieno di affetto inespresso, come una roccia che si è formata nei secoli dal solo impasto di sabbia e acqua ma che con il caldo il freddo il vento il ghiaccio si è solidificata e non riesce più a sciogliersi, così lui era affetto e amorosità impastata a carne ma poi con il tempo le meschinità le invidie gli astii le gioie il lavoro le impervie della vita gli eccessi gli scatti di ira e i dispiaceri si è solidificato ed è diventato duro osso e l'amorosità nscosta non riuscita più a venire fuori. e noi lo guardavamo li seduto il nonno, mentre ci guardava male , incartando e rubando oggetti suoi, minacciandoci con un posacenere di giada, o con il pugno chiuso. oppure ligneo, con solo le lacrime che scendevano nascoste tra le pieghe delle guance, chiuse, per chissà quale pensiero che non trovava via di uscita dalla sua testa affollata.
ora è libero, il pensiero. starà ancora un poco con noi, poi andrà libero a cantare come sapeva fare da bambino, avrà un cane, e seguirà i suoi figli mettendo il naso nelle loro vite segrete come avrebbe voluto e non ha mai potuto fare. perchè i figli non ricordano che i genitori erano sotto le loro ascelle prima delle loro mani, a lavarne il sudore, erano tra le loro chiappette rosee a pulire le cacche prima di loro, nelle pieghe delle loro pelli e dei loro cuori, a raccogliere le lacrime per una perlina caduta nella fuga delle piastrelle, o per non aver potuto fare i codini a capelli troppo corti, i figli non ricordano che nulla è stato segreto per loro per un tempo lunghissimo. ora i figli pretendono di essere segreti per i genitori, e questo è giusto perchè non siamo libri da sfogliare in ogni pagina anche la quarta di copertina e scrivere appunti e disegnare o annotare numeri che non c'entrano niente. ma questo nascondersi è strano e innaturale per i genitori, che c'erano fino a poco fa e ora non possono più esserci, e vorrebbero essere ovunque, come prima, non accettano di avere dei confini, non accettano che i figli diventino altre persone, devono essere sempre figli, sempre quelli, conosciuti, ormai fatti....forse sono i genitori che hanno le turbe adolescenziali, cioè forse l'adolescenza è dei genitori, non dei figli.
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