lunedì 13 marzo 2017

impronte di Dio



senza parole un giorno di cupa primavera una promessa di sole tra la foschia. e la neve



che a stento nasconde la vita che rinasce tra l'erba seccata dall'inverno e lasciata intatta dal tempo. 
 i precipizi aspri e le mani scheletriche degli alberi appena prima di sbocciare in germogli di un commovente verde bambino
l'imperioso sempreverde che spicca con la sua nota di colore altisonante nell'impavido grigio e marrone delle rocce di fine marzo.  e il panoramiche leva il fiato, nello scorrere lo sguardo oltre il passo più in là dove si può cadere, dove può far male. 



gli inaspettati colori come risate argentine nel silenzio della sera... la sera.... che finalmente arriva con riposo, col caldo che ancora si desidera, le parole sommesse, la quiete.




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