giovedì 7 luglio 2016

soya

"Sono arrivato alla conclusione che le restrizioni alimentari sono roba da ricchi.
Avete mai visto una domestica intollerante alle graminacee o ai latticini?
Ecco.
Mentre Gwyneth si barcamena tra fagioli mungo decorticati, bacche di goji e pane di segatura di acero giapponese, noialtri poveratchi ce magnamo tutto e passato il mal di panza si ricomincia.
Conosco genitori sfondati di soldi con bambini intolleranti a tutto: il glutine, le arachidi, i crostacei, i latticini, le uova ed il cloro.
Stanno tutti in classe del Tappo, che ai miei tempi quello strano era quello coi genitori divorziati, questi invece c'hanno il pranzo preparato ogni giorno dalla CERN ed è tutto regolare.
Immaginate che campo minato portare a scuola una torta per festeggiare un compleanno!
Serve la lista degli ingredienti stampata su foglio A4 per tutti i genitori (non sto scherzando).
'Io posso mangiare solo la spugna..'
'Io solo la crema...'
'Io solo le fragole... Ma sono bio?'
'Io vi guardo e batto le mani perchè la torta non è né biologica, né vegana...'
'Io invece posso mangiare i coriandoli!'
Che palle i regazzini di oggi.
E parlando di biologico, o bio-illogico,
siete mai entrati in un negozio Wholefoods?
Sapete, quei supermercati americani dove tutto è biologico/fatto a mano/cotto a legna/salviamo il pianeta/vuole una busta di juta, sono 15 euro/namaste.
Avete presente?
Io entro sempre estasiato, fluttuando tra le zaffate di pane di segale nana appena sfornato e l'aroma delle fragole himalayane ed esco miserabile, con due buste piene di muschi e licheni ed il conto in banca sodomizzato a secco.
Namaste una sega.
('namaste' è sanscrito e significa 'spendi coglione').
Pareti intere dedicate al tè: matcha, sencha, poratcha, mortacha...
Pareti intere dedicate alle uova, che voi magnate solo quelle di gallina, ma chi è intollerante alle proteine dell'uovo magari compra le uova di capra, o di soya, o di Pasqua.
E le trovate qui.
Come pure trovate tutto ciò che è possibile fare con la soya: il latte, il burro, la cioccolata, la carne, il pesce e le sigarette.
La soya è il mayale del 3000.
Peccato io non abbia mai mangiato qualcosa fatto di soya che non avesse avuto il sapore della colla dei francobolli.
Pure tutti i latti di soya, di mandorle, di nocciole, di polvere di gesso, fanno cagare.
Secondo me ti dicono che sono alternative al latte, poi invece finisce che ti fanno bere la sciacquatura dei barili dove la soya la mettono a fermentare per fare il tofu.
Altra cazzata.
Il tofu.
Il tofu non sa di un cazzo. Anzi, magari sapesse di un cazzo, sarebbe già qualcosa e conosco gente che ne comprerebbe a barili.
Io lo so, il tofu l'avete inventato voi poracci giapponesi, che vi siete ritrovati a campare in mezzo ad un campo di soya sul monte Fuji dove non cresce manco la cicoria o gli anacardi, e vi siete inventati di tutto pur di non morire di depressione a forza di scofanare fagioletti verdi ripassati!
Il tofu è una roba che fai mangiare a Barbie, perché è di plastica come lei e tu invece ti devi fare di LSD prima di mangiarlo, per trovarne il sapore.
"Eh, ma il tofu prende il sapore della pietanza con cui lo cuoci!"
Tipo che io mi faccio una parmigiana di melanzane col tofu in mezzo e sto a posto, oppure lo salto in padella con le cozze ed il vino, o lo metto sulla polenta con le spuntature di maiale ed il pecorino...
Che fa tanto salute.
Altra stronzata coi vuvuzela: le acque aromatizzate depurative.
Cioè bottiglie di acqua (in vetro) con dentro pezzi di frutta o verdura a secondo dell'effetto che desiderate.
Tipo una sangria per deficienti.
Le fragole ringiovaniscono.
Il kiwi e limone rinfrescano.
L'arancia depura.
Le zucchine fanno cagare.
Sono vendute a peso d'oro, che manco ci avessero messo dentro un rene ed una cornea.
Siamo tutti scemi con 'sto biologico!
Io tra un po' me ne vado al paesello da Nonna Mimí, che raccoglie la cicoria dal campo e la salta in padella con aglio ed olio e con le salsicce di Franco, il macellaio, anzi, er macellaro di famiglia da sempre.
Non sarà biologico al 100%, ma almeno non è tofu e mi fa sempre sorridere, e per me il sorriso è più terapeutico di tutto il tofu dell'universo.
E poi avete mai mangiato la rosetta con la cicoria ripassata in padella e le salsicce?
Ecco.
Gwyneth è appena autocombusta con tutti i germogli di sta fava.
Autocombusta?
Si dice?
Boh... Mo' mi è venuta fame.
Tiè.
TQF xx"

lunedì 4 luglio 2016

consapevolMente

chi trama teme.

secondo alcuni, alcune delle cose da fare


Sposarsi ✔️
Divorziare
Essere innamorato ✔️
Andare ad un appuntamento al buio
Saltare la scuola ✔️
Vedere qualcuno nascere ✔️
Vedere qualcuno morire ✔️
Visitare il Canada
Andare in un'ambulanza ✔️
Visitare le Hawaii
Visitare gli Stati Uniti
Vedere New York ✔️
Vedere Parigi ✔️
Vedere Londra
Vedere i fiordi in Norvegia
Volare in elicottero
Fare una crociera
Comparire in un film
Ballare sotto la pioggia ✔️
Visitare Los Angeles
Visitare Madrid
Suonare la chitarra (con scarsissimi risultati!!!)
Cantare al karaoke
Ridere così tanto che hai pianto ✔️
Ridere cosi tanto da fartela addosso ✔️
Catturare un fiocco di neve sulla lingua ✔️
Avere un bambino ✔️
Avere un animale domestico ✔️
Bere uno Spritz in riva al mare al tramonto
Provare lo slittino ✔️
Provare lo sci alpino
Un giro in moto d'acqua
Cavalcare una moto ✔️
Lanciarsi da un aereo
Saltare dal bungee jumping
Vedere un film in un drive-in
Cavalcare un elefante
Cavalcare un cavallo ✔️
Essere in tv
Essere sul giornale ✔️
Stare in ospedale ✔️
Donare il sangue
Andare al cinema da solo ✔️
Fare un piercing
Fare un tatuaggio
Guidare un veicolo con cambio automatico ✔️
Fare immersioni ✔️
Vivere da solo 
Stare nel retro della macchina della polizia
Prendere una multa per eccesso di velocità ✔️
Avere un osso rotto  
Avere dei punti ✔️
Viaggiare da solo 
Fare a cazzotti con il sesso opposto

venerdì 24 giugno 2016

#brExit (ironico)

un ciao dell'Europa alla UK separazionista
"Così vai via
non scherzare no...
domani via
per favore no...
devo convincermi però
che non è nulla
ma le mie mani tremano...
in qualche modo io dovrò
restare a galla...
e così te ne vai...
cosa mi è preso adesso?
Forse mi scriverai...
ma sì è lo stesso...

Così vai via
l'ho capito sai...
che vuoi che sia
se tu te ne vai...
mi sembra già che non potrò
più farne a meno
mentre i minuti passano..."

mercoledì 22 giugno 2016

non so

non so se mi piace che io sia a poco poco più consapevole e convinta di quello di cui sono consapevole e convinta -almeno un poco- adesso. cioè del fatto che è inutile discutere, piangere chiedere supplicare imporre sorridere domandare con o senza per favore....far finta di ottenere insegnare ridiscutere.....forse FAMIGLIA è quello che ho. forse è inutile discutere per avere più tempo per me, per sedermi e cucire per esempio,  o scrivere senza doversi alzare alle 5 del mattino per pulire il bagno o i pavimenti. e forse nome ne sono mai resa conto, e inseguivo un sogno. quello di avere un altro adulto in casa che si smazzasse la metà del lavoro. forse ho fatto lo stesso errore di sempre, cioè pensare che tutti siano come me, che io sarei vergognosa di me stessa se entrassi in casa mia e vedessi il caos, le scarpe in giro le giacche buttate li, i fogli e i libri sul divano, il tavolo ingombro e la lavastoviglie d svuotare che non c'è nemmeno più un bicchiere e si beve nei barattoli della marmellata, e mi sedessi sulla poltrona a giocare col telefonino come un adolescente fottendomene di tutti. o a chattare con qualche sgallettata. io mi sentirei un parassita. un parassita della società FAMIGLIA di cui mi sto approfittando. perchè è evidente che poi qualcun altro dovrà assolvere a questi compiti. tutti. 
ma forse io ho già raggiunto quello he volevo e FAMIGLIA è proprio questo. pensavo ad una forma di amore allargato in cui ci si sostiene fisicamente e psicologicamente l'un l'altro per il solo fatto che un patto e il sangue mischiato ci unisca....e invece è una forma di sfruttamento moderno in cui si sono affaccendate tante donne nel corso dello scorso secolo, affinché la donna di casa non dovesse solo più occuparsi dei figli della casa della cucina di far quadrare i conti far fare i compiti e gestire i rapporti con la scuola e le amicizie decidere le vacanze fare le dichiarazioni dei redditi i rapporti con la banca organizzare le visite mediche e i soggiorni studio o divertimento dei ragazzi i corsi di recupero o di sport. no. oltre a tutto questo deve anche avere un'occupazione fuori casa. a volte pesante. a volte densa di responsabilità e di pressioni. a volte vitale (sto pensando ai medici....non a me). contando sul fatto che anche la parte maschile della coppia è adulta, che anche la parte maschile della coppia è dotata di media intelligenza e abilità pratica....contando su cose che forse non esistono si è deciso, noi donne, non mi tiro indietro, che non ci bastava più quel che dovevamo fare in casa, dovevamo lavorare anche fuori casa.  e ci siamo riuscite. anche bene....con grande scorno di chi pensava che non saremmo state capaci. e infatti non siamo poi tanto capaci di tenere tutto in giostra. e infatti, carnefici delle loro stesse famiglie, gli uomini cosa hanno fatto? hanno abdicato a questa scelta non loro. hanno deciso che no, non avrebbero mosso un dito verso quella lavastoviglie, non avrebbero alzato un sopracciglio verso la polvere , i fogli, le tazze da lavare....ne' verso i conti , ne' verso le vacanze, o le decisioni se far fare calcio o danza ai figli e alle figlie che Dio aveva loro donato. anzi già che c'erano anche dei figli no gliene scuciva una pince....e per concludere anche delle mogli alla fine....e giù botte. a volte fisiche a volte psicologiche a volte schiaffi a volte parole derisioni svilimenti....tornare tardi per non farti uscire con le amiche non mangiare la minestra che hai preparato per sottolineare la tua inadeguatezza.....condita con vanagloria sulle proprie imprese....e aggettivi dolorosi e amari. e così siamo qua. sole. con figli mariti famiglie conti decisioni sport orari-cappio-al-collo e tanti diritti. ma nemmeno un minuto di tempo per goderseli, quei diritti. perchè tutto il resto non si ferma. nel corso della storia abbiamo imparato e ormai impresso nei geni, il donarsi. dobbiamo spingere fino a credere che stiamo per morire per dare la vita ad un altro essere: non potremmo voler il nostro prima del loro bene. e di questo si fan forti loro, gli uomini....che diventano sempre più deboli. sempre più incapaci. dopo 17 anni di lotta per far il letto con affetto, bello che appaia amato, ho smesso di insegnare di chiedere di pregare di mostrare di far fare credendo che l'esercizio è la miglior palestra per imparare. e lo rifaccio io ogni volta. per tornare a casa e vedere il nostro letto bello e la nostra casa amata. e così crescono i figli, pensando che basti poco. e invece no. non basta poco. per loro basta poco, per l'esempio debole basta poco perchè tanto tutto il resto lo mette l'altro anello della catena, quello debole che diventa fortissimo per necessità, portando alla rovina della pigrizia tutto il resto. 
ecco...io non so se voglio essere consapevole di questo...che è giusto così...non lo so. 

lunedì 9 maggio 2016

ordine

da Adamo Crespi, (http://ecommercers.net) che ringrazio

"Ricordo che fino a qualche anno fa avevo un’enorme confusione nella testa: non riuscivo a studiare, non riuscivo a fare le cose importanti, mi avvilivo per ogni piccolo imprevisto, non riuscivo ad avere uno scopo nella vita, non riuscivo a pormi degli obiettivi e poi a raggiungerli.
Piano piano la svolta, ho iniziato a mettere in discussione ogni singola cosa della mia esistenza, ogni singola persona, ogni singola mia azione. Tutto.
Oggi ho avviato un blog, ho ripreso a studiare, sto contribuendo a fondare una start-up e piano piano sto costruendo il mio futuro con determinazione.
In questo post voglio spiegarti esattamente come ho fatto.
Inizia dal tuo letto
Certo, e infatti non è finita qui!Oh, lì c’è il caricabatterie del cellulare. preso, arrotolato il filo e messo in un cassetto.Oh, lì ci sono i calzini sporchi. Raccolti e buttati in un angolo VICINO ALLA PORTA! Appena vado di là me li porto e li metto allo sporco ;) (mica li lascio lì!).Beh, i passi successivi dipendono molto da te, da quello che fai, da quello che sei, da dove vuoi arrivare. Nel mio caso il mio obiettivo è prendere una laurea.Ma c’è dell’altro: domande sparse
  1. Perché così sai che mettere in ordine non è una cosa da alieni;
  1. Perché leggendo ti è venuta probabilmente voglia di mettere in ordine la tua stanza (o comunque l’ambiente dove passi il tuo tempo).


Già, il tuo letto. In realtà questo è solo un passo intermedio per raggiungere l’obiettivo finale: mettere ordine nella tua vita.
Non puoi mettere ordine nella tua vita se prima non inizi a mettere ordine negli spazi in cui vivi. Non sono forse anche quelli parte della tua vita?
Ok, nel tuo disordine c’è ordine. Quando cerchi una cosa la trovi, anche se agli altri sembra che non sia possibile trovare nemmeno la scrivania. Lo so. Me lo sono ripetuto per anni!
Però un giorno mi sono reso conto che dovevo riprendere in mano il corso delle mia esistenza. Non potevo dall’oggi al domani trovare un lavoro, avviare un blog o riprendere a studiare. Così ho fatto la cosa più ovvia: riprendere il controllo su ciò che potevo, i miei spazi. E ho ripreso il controllo con un’azione molto semplice: ho deciso di mettere ordine per prima cosa nella mia stanza.
L’ho guardata e mi sono avvilito. Poi mi sono fermato e ho detto “Io devo mettere in ordine. Non mi interessa quanto sia difficile, quanto tempo ci voglia, quante energie ci devo spendere. Il mio primo obiettivo è mettere in ordine.” E la domanda successiva è stata la più semplice che potessi farmi (e che tu ti farai da qui a qualche minuto): “Da dove inizio?
Io ho iniziato dal letto. Non l’avevo mai fatto in vita mia prima. Lo faceva mamma (mammone!).
L’ho guardato, lui mi ha guardato, l’ho aggredito ed in tre minuti era in ordine, rifatto. Rifare il letto mi ha permesso di iniziare a vedere qualcosa in ordine. E anche di capire che alla fine non è così difficile come può sembrare. Non è difficile fare il letto, non è difficile nemmeno mettere in ordine, sia nella propria stanza che nella propria vita.
Si ma con la vita è un’altra cosa!
Dopo aver fatto il letto ho visto una montagna di vestiti buttati su una sedia, il caricabatterie con il filo sul pavimento, bottiglie d’acqua vuote (sono pigro e ne ho sempre una in camera!), calzini sparsi, spiccioli sulla scrivania insieme ad una montagna di carte e foglietti sparsi in disordine di appunti presi e mai ordinati, più una serie di altri oggetti e schifezze sparsi per la stanza.
Ma avevo il letto libero.
Passo successivo? Ho tolto tutti i vestiti dalla sedia e li ho buttati sul letto. Poi ho iniziato a piegarli. Pantaloni, magliette, camice, maglioni. Dopo appena 10 minuti (non ci vuole molto, credimi ;) ) erano tutti belli piegati sul letto. Non rimaneva che metterli nell’armadio. E così ho fatto. Appese le camice, appesi i pantaloni, messi sulle mensole dell’armadio i maglioni e le magliette.
Ma la stanza era ancora in disordine!
Mi giro intorno e vedo la scrivania. Mamma che disordine! Una cosa alla volta! Ricordi? Questo è il principio.
Prendo gli spicci e ne metto una parte nel salvadanaio e una nel borsellino. Prendo i fogli e ne faccio una pila ordinata. Tolgo gli occhiali, li ripongo nella custodia e metto tutto in un cassetto. Chiavi della macchina e del motorino… dove le metto? Mi serve un portachiavi da mettere al muro. OGNI COSA DEVE AVERE IL SUO POSTO! Prendo un foglio e scrivo “Cose da fare” e subito sotto “Comprare un portachiavi da muro”.
La scrivania ora è più o meno in ordine, ci sono ancora i fogli da riorganizzare.
Oh, lì in terra c’è una bottiglia vuota! Presa e buttata.
E così, dopo un paio d’ore la mia stanza era bella ordinata.
Mancava solo un’ultima cosa. Un bel colpo di spugna!
Vado di là a prendere la scopa ma… mi sono dimenticato i calzini! Torno indietro, prendo i calzini, li metto allo sporco. Quindi prendo la scopa e spazzo a terra (qui la battuta era facile ma l’ho evitata!). Riempio il secchio, un po’ di detergente e una bella lavata a terra!
Finalmente mi posso sedere. Ho fatto il primo passo per mettere ordine nella mia vita: ho riordinato la stanza! Ci sono riuscito!
E ora?
Così il passo successivo è stato aggiungere un pizzico di disordine: ho preso i libri dell’esame che avrei voluto sostenere e li ho messi sulla scrivania. Sempre davanti agli occhi, non li tolgo mai fino a quando non ho fatto l’esame. Dopo compro subito quelli dell’esame successivo e li rimetto sulla scrivania. E ora mi manca meno di un anno e mezzo alla laurea dopo due anni praticamente fermo!
E se non li hai ancora i libri? Scendi a comprarli e magari ti fermi a prendere anche il portachiavi da appendere al muro. Le tue chiavi della macchina non hanno ancora un posto! Devi trovarglielo subito!
Ma la tua stanza è sempre in ordine ora?
No, non è sempre in ordine. Subito dopo aver fatto un esame o raggiunto un obiettivo viene il mio periodo creativo. In questo periodo faccio ancora le cose alla rinfusa. Diciamo che “mischio la giocata”. Idee e obiettivi sono tutti lì a vorticare tra vestiti, monetine e fogli sparsi sulla scrivania (ma non raggiungo mai i livelli raggiunti in passato!).
Però c’è un punto fermo: il letto rifatto ogni mattina e mai più di due pantaloni sulla sedia. Presente lo stop loss? Nel trading indica il punto oltre il quale come vadano vadano le cose il trader si ferma, vinto o perso si ferma. Il mio stop loss sono due pantaloni, o due maglioni. In genere quelli del giorno prima e quelli del giorno stesso se sono uscito di fretta e non ho avuto tempo di riporli.
In ogni caso arriva sempre il momento in cui rimetto tutto a posto e inizio da capo, un nuovo ciclo.
Un’altra regola è che almeno una volta a settimana metto in ordine tutte le cianfrusaglie sparse. Mi aiuta non solo a tenere in ordine ma mi dà modo di rimanere con me stesso e i miei pensieri. Spesso durante le pulizie mi vengono ottime idee o ottimi spunti ;)
Ma perché mi hai descritto come metti in ordine la tua stanza?
Per due motivi fondamentali:
Te lo ripeto: può sembrarti che nel tuo disordine tu riesca comunque a trovare ciò che cerchi ma lo sopo del mettere in ordine non è riuscire a trovare le cose bensì avere un ambiente confortevole in cui vivere, un a ambiente salubre e sano, dove, cioè, tu possa riuscire a concentrati e iniziare ad analizzare cosa devi fare, come e quando: e se intorno a te è tutto in disordine credimi, è più difficile!"