mercoledì 14 marzo 2012

parlare ai matti

mi stupisce ogni volta la reazione di coloro che penso siano come me ma non lo sono mai.
mi stupisce che vivano serenamente con dentro il tarlo dell'avidità che li divora, come se il LORO fosse il modo GIUSTO l'unico, di vivere. ma come fanno????? sono alieni, non ci sono altre spiegazioni. io sarei arsa dal rimorso, dai dubbi, la tristezza di sapere che sto depredando una povera donna anziana e soprattutto un uomo che ha fatto tanto, ha dato tanto, e ora non ricorda neppure più come si chiama....mi farebbe un male fisico, un dolore vivo, perenne imperituro....e invece lor stanno su questa terra tronfi e sereni gonfi di se'....mostrandosi al mondo come fulgidi esempi. come si riesce a vivere con questa dualità in se'? come si fa? ma no. io non voglio saperlo. come capire vorrebbe dire accettare, così sapere vorrebbe dire imparare, essere interessati, forse provare? no, non voglio neppure sapere come si faccia, come si possa sopportare con quale giro di pensiero si riesce a zittire la coscienza, l'Io piccolo, il piccolo Gesù che ciascuno di noi ha dentro. ma non riesco a provare pena per loro. non riesco a perdonare. come diceva la mia amica yamina, è troppo. io sono tutta qui, 45 kili di niente. non c'è posto per loro in me.

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